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Quale riforma fiscale per un'edilizia sostenibile?

Scritto da Giuseppe Melis • gen 2022

Sintesi

Il lavoro evidenzia in primo luogo le dimensioni quasi confiscatorie assunte dal prelievo tributario nell’ordinamento italiano, dovute al sovrapporsi di imposte sul reddito e patrimoniali, rilevando come in tale contesto i bonus edilizi andrebbero visti anche nell’ottica di mera restituzione di risorse ad un settore sovra-tassato. Si rileva poi la centralità assunta dalle politiche ambientali nella definizione di questi bonus, ma anche l’effetto negativo di incremento delle rendite catastali che l’effettuazione dei lavori di adeguamento determina, originando la necessità di rinvenire un correttivo tramite la valorizzazione della dimensione anche funzionale del catasto, quale luogo di rilevazione anche delle caratteristiche energetiche e sismiche dei singoli edifici onde poter costruire agevolazioni ad hoc per tutti quei fabbricati che contribuiscono a ridurre, se non ad azzerare, le c.d. “esternalità negative”. Si evidenziano, infine, talune ulteriori possibili misure fiscali utili alla “riqualificazione” energetica e sismica degli edifici.

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