Scritto da Elenoire Gazzetti • giu 2025
SINTESI
Il contributo si pone l’obiettivo di analizzare il tentativo del legislatore unionale di creare un contesto normativo unitario le cripto-attività. Tale fenomeno ha avuto una crescente e rapida espansione ed ha reso necessaria una approfondita riflessione sulla loro qualificazione giuridica e sul relativo trattamento normativo. In particolare, è stato introdotto il Regolamento 1114/2023 (Markets in Crypto-Assets Regulation, MiCAR), la cui applicazione è riservata a quelle cripto-attività che possiedano caratteristiche tali da dover essere escluse dall’applicazione della preesistente normativa Direttiva 2014/65/EU (Markets in Financial Instruments Directive, MiFID II), che reca invece la definizione di strumento finanziario. La potenziale riconducibilità delle cripto-attività a tale fattispecie dipende dalle effettive caratteristiche possedute delle medesime. Nello specifico, gli operatori si trovano quindi a valutare se la cripto-attività possegga o meno carattere di “finanziarietà”. Trattasi di una questione di non poco momento, posto che ne deriva l’applicazione di un differente regime normativo, ma caratterizzata da un’insita complessità, in quanto la verifica dell’esistenza di suddetto carattere è da effettuarsi secondo l’effettiva funzione espletata e le caratteristiche dell’asset considerato.
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