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Economy, labour market and Italian and European migration policies

Scritto da Ubaldo Nazzaro • ago 2020

Sintesi

Nell’àmbito delle strette relazioni intercorrenti tra economia, mercato del lavoro e politiche migratorie, le ondate di crisi – diretta conseguenza delle speculazioni finanziarie che, creando una ricchezza virtuale, danneggiano l'economia reale – producono un’amplificazione del fenomeno dell'esclusione economica e sociale, i cui effetti si dispiegano soprattutto sulle persone migranti.

L’affermarsi della “new economy” negli anni Novanta del secolo trascorso necessita del ricorso a una manodopera a costi inferiori rispetto agli standard italiani ed europei. I processi di ristrutturazione del mercato del lavoro, che si ispirano alle teorie economiche neo-liberiste, influenzano le politiche migratorie dei Paesi membri dell’Unione europea. I concetti chiave della riforma economica, a partire dagli anni Novanta del secolo trascorso, sono la precarietà e la flessibilità.

La ristrutturazione del mercato del lavoro, a tali logiche improntata, riafferma la ricattabilità dei lavoratori: la persona migrante, vittima della minaccia di espulsione dal territorio dello Stato, è la più ricattabile tra i prestatori d’opera.

Il concetto di multiculturalismo, che si va affermando nel corso degli anni Novanta del secolo passato nell’àmbito degli Stati membri dell’Unione europea, si ridelinea sulla scorta delle esclusive esigenze mercantili.

Il principio dell’accoglienza, definito dalla riforma del mercato del lavoro, comporta l’identificazione tra “espulsione dal ciclo produttivo” ed “espulsione dal territorio dello Stato”. Il modello economico e il modello della sicurezza coincidono; la legislazione italiana introduce misure penali e amministrative finalizzate all’esclusione della persona migrante.

Il doppio livello delle politiche italiane di contrasto dei fenomeni migratori, che affermano un’accoglienza fondata su interessi economici, è rappresentato, da un lato, dalla disciplina dei flussi migratori, direttamente regolamentata dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, il Testo Unico in materia di immigrazione (e dai costanti successivi interventi che, nell’arco di oltre un ventennio, ne hanno ridefinito l’impianto), e, dall’altro, dalla disciplina del sistema di protezione internazionale, attraverso il recepimento di direttive comunitarie e i decreti sicurezza.

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